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Tempio di San Giovanni Battista (sec. XII)

La costruzione del San Giovanni Battista sembra sia dovuta a San Vollusio intorno al terzo - quarto decennio del IV sec. Nacque con la funzione di Battistero Diocesano: unico luogo in tutta la Diocesi in cui il Vescovo dispensava il Battesimo ai nuovi cristiani
In origine ottagonale, rappresentava forse l’ottavo giorno della creazione, il giorno che non finisce mai, e anche le otto beatitudini, la via della perfezione cristiana. Tra i dati certi possiamo annoverare la data di erezione della facciata, il 1199, ed il nome degli architetti che la eseguirono: Nicola, Simone e Bernardo.

Particolarmente bello il Fonte Battesimale del XVI sec. L’ingresso attuale della chiesa con la relativa facciata furono realizzati nel XVII sec. All’interno, insieme agli altari barocchi, una "Madonna della Cintola" di Giovan Battista Manna e una "Madonna del Rosario" di Benedetto Bandiera.

Durante l’ultimo restauro della facciata della chiesa sono state riportate alla luce le tombe su cui oggi si estende il sagrato. Tali tombe si debbono riferire presumibilmente al periodo che va dal 1199 alla metà del XIII sec.
Il monumento è stato di recente oggetto di rilievo architettonico ed indagine archeologica da parte del Dipartimento di Historic Preservation della School of Architecture and Urban Planning della University of Wisconsin, con sede a Milwaukee (U.S.A.) e diretto dal Prof. Massimo Cardillo.

La ricerca quinquennale da parte dei gruppi di studenti, iniziata nel 1999 e conclusasi nel 2003, si è occupata ogni anno di studiare l’edificio, scelto proprio per la già evidente complessità della struttura dovuta alle numerose manomissioni subìte nel corso dei secoli che ne hanno radicalmente cambiato l’aspetto originario.

Fra i risultati di tale accurato lavoro di rilievo ci sono anche una serie di grafici.

Questi grafici, preesistenti quindi all’intervento di restauro, hanno costituito un duplice vantaggio: da una parte, la possibilità che la “stilizzazione grafica” di una superficie offre nel rilevare con maggiore immediatezza dettagli e circostanze particolari che portano a stimarne eventuali incongruenze; dall’altra parte, i rilievi determinano una base grafica già esistente su cui creare tramite simboli grafici una mappa delle condizioni di degrado iniziali, delle caratteristiche tecniche di esecuzione e infine delle operazioni di restauro effettuate.



Allo studio diretto della struttura si è aggiunta anche la ricerca storico-archivistica, svolta dal dott. Paolo Renzi, che ha fornito ulteriori dati utili al tentativo di comprensione delle trasformazioni subìte dall’edificio sacro nei secoli.



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